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GAZA

“Se devo morire, che porti speranza” – Ricordando il professor Refaat Alareer

6 dicembre 2024  Di Nurah Tape – The Palestine Chronicle   “A volte una patria diventa un racconto. Amiamo la storia perché riguarda la nostra patria e amiamo la nostra patria ancora di più per via della storia.” Nel terzo giorno dell’assalto genocida di Israele alla Striscia di Gaza, l’intellettuale e scrittore

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“Le conclusioni della CPI finora hanno solo scalfito la superficie”

I mandati di arresto di Netanyahu e Gallant rappresentano una vittoria per la giustizia internazionale, anche se la loro esecuzione resta problematica, afferma l’avvocato palestinese Raji Sourani. Di Mohammed R. Mhawish 26 novembre 2024 Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Galant tengono una conferenza stampa congiunta

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Alle prese con le paure ebraiche in una giusta lotta palestinese

Riconoscere la natura coloniale del sionismo non dovrebbe impedirci di ripensare un’esistenza ebraica collettiva in questa terra, o di prendere sul serio le paure che vengono usate come arma per giustificare la sottomissione palestinese. Di Haggai Matar 26 novembre 2024 +972 Mag Nel suo ultimo libro stimolante, “Doppelganger”, l’autrice e

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Palestinese, sei solo – Ghassan Kanafani, Edward Said e Gaza

Palestinian intellectuals Ghassan Kanafani and Edward Said. (Design: Palestine Chronicle) Di Haidar Eid  1 dicembre 2024 Cosa avrebbero detto del 7 ottobre e del successivo genocidio in corso? Come avrebbero posizionato questo particolare momento storico nel mondo della “rappresentazione e narrazione storica”? Ghassan Kanafani ed Edward Said restano due degli intellettuali pubblici

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Da Gaza una lezione di “sumud” al mondo

di Pina Fioretti * Sumud è una parola araba molto usata in Palestina. Può essere tradotta con perseveranza, tenacia, o c’è chi suggerisce “resilienza”. Una parola che a me non convince; userei sumud, spiegando che anche questa è una forma di resistenza. Ma leggete l’articolo di Pina Fioretti per saperne

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Oltre gli “accordi” e le “soluzioni” creative: la tabella di marcia verso una pace giusta in Palestina

27 novembre 2024  Ramzy Baroud The Palestine Chronicle Di Ramzy Baroud   Uno dei maggiori problemi del pensiero americano in Medio Oriente è il netto rifiuto dell’idea che i diritti dei palestinesi siano fondamentali, se non addirittura rilevanti, per l’ambita pace e stabilità. Molto prima che il primo “accordo del secolo” di

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Una nazione che nega: perché la sconfitta di Israele è imminente

19 novembre 2024 Inoltre, il genocidio a Gaza e il rapido furto di terre palestinesi in Cisgiordania hanno esposto, come mai prima, il brutto volto del colonialismo sionista. Solo coloro che sono completamente indottrinati o non prestano attenzione continuano a sostenere che Israele rappresenti un qualche tipo di ideale morale o sia una “luce

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Israele non nega neanche di portare avanti una pulizia etnica. È nostro dovere resistere

Di Yael Berda e Meron Rapoport • Tradotto da Sol Salbe su Haaretz Israele ha portato avanti una pulizia etnica nella Striscia di Gaza settentrionale. Ha fatto ricorso alla fame, negato i servizi sanitari, bombardato e distrutto case e scuole dove gli sfollati avevano trovato rifugio. In questo modo Israele ha costretto la stragrande maggioranza

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Sempre più israeliani rifiutano di essere schierati a Gaza. Aiuterà a porre fine al genocidio?

Gli oppositori alla leva israeliani rifiutano la leva militare e di essere inviati a Gaza, molti nella speranza di porre fine al genocidio. Arvind Dilawar ,​19 novembre 2024 Il 27 novembre, Soul Behar Tsalik, un diciottenne di Tel Aviv, dovrebbe presentarsi in un centro di arruolamento per l’esercito israeliano, ma non

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