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Centinaia manifestano in Israele e Cisgiordania per le vittime palestinesi e afroamericane della brutalità poliziesca

di Nir Hasson e Noa Shpigel da Haaretz

Centinaia di persone hanno protestato martedì in diverse città di Israele e Cisgiordania contro la brutalità della polizia, a seguito dell’uccisione di Eyad Hallaq della scorsa settimana da parte della polizia israeliana, e George Floyd a Minneapolis, da parte della polizia locale. Quattro attivisti arrestati a Gerusalemme.

Le proteste di Haifa, Tel Aviv e Betlemme sono state per lo più pacifiche, ma a Gerusalemme c’è stato uno scontro tra polizia e manifestanti, che hanno marciato verso il quartier generale della polizia e bloccato una strada principale, fermando il passaggio della metropolitana leggera in Jaffa Street.

La polizia ha cercato di disperdere i manifestanti con la forza e ha arrestato quattro, uno dei quali è stato rilasciato martedì sera e gli altri tre mercoledì mattina.

Gli organizzatori del movimento per Gerusalemme libera hanno collegato la morte di Hallaq con quella di George Floyd, un americano nero che è stato ucciso la scorsa settimana dopo che un ufficiale di polizia gli si era inginocchiato a lungo sul collo a Minneapolis, il che ha scatenato proteste di massa in tutti gli Stati Uniti. I manifestanti hanno cantato i nomi delle vittime della brutalità della polizia con slogan come “Giustizia per Eyad” e “Basta con gli omicidi per le strade”.

A Haifa, centinaia hanno protestato nel quartiere basso della città in uno “stato di rabbia” per Hallaq, un palestinese disabile disarmato ucciso dalla polizia di frontiera israeliana a Gerusalemme. Molti mostravano cartelli con le fotografie di Floyd, Hallaq e Solomon Teka, un israeliano di origine etiope ucciso da un agente di polizia la scorsa estate. Alcuni manifestanti hanno anche innalzato bandiere palestinesi nel corso della manifestazione, bloccando diverse strade lungo il percorso.

Non ci sono stati scontri con la polizia ad Haifa, che ha permesso alla manifestazione di avanzare sebbene l’evento non fosse stato autorizzato in anticipo dalle autorità. La protesta di Haifa è stata organizzata dal gruppo Hirak e da molte altre organizzazioni.

Allo stesso tempo, decine di manifestanti palestinesi si sono radunati davanti alla Chiesa della Natività nella città di Betlemme in Cisgiordania per protestare contro l’oppressione dei neri negli Stati Uniti e l’aggressione delle forze israeliane contro i palestinesi.

I manifestanti a Betlemme hanno acceso le candele davanti a foto di Floyd e Hallaq mentre scandivano “La vita dei neri conta, la vita dei palestinesi conta”.

A Tel Aviv, circa 300 persone hanno protestato davanti all’ufficio dell’ambasciata degli Stati Uniti per la morte dell’americano George Floyd ad opera della polizia statunitense

Protesters march in Haifa, June 2, 2020.
Haifa 2 giugno 2020 Credit: Ari Remez

I manifestanti, alcuni con mascherine (chirurgiche), portavano cartelli con scritto “Non riesco a respirare!” e scandivano “Le vite nere contano”. Altri manifestanti mostravano cartelli con la scritta “Non riesco a respirare” con le foto di persone afroamericane uccise dalla polizia.

Reuters contributed to this report.

Traduzione Alessandra Mecozzi da https://www.haaretz.com/israel-news/hundreds-across-israel-and-west-bank-protest-for-police-brutality-victims-1.8892819?utm_source=smartfocus&utm_medium=email&utm_campaign=daily-brief&utm_content=5012560

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