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fabbrica che produce tute protettive

Una fabbrica di Gaza che produceva vestiti per bambini, adesso produce tute protettive

Mohammed Zaanoun* da +972

Un tempo questa fabbrica a Gaza produceva vestiti per bambini. Adesso realizza tute protettive

La fabbrica produce circa 400 tute al giorno per aiutare ad arginare la diffusione del nuovo virus

Da quando il coronavirus ha raggiunto Gaza, Alaa Qreiqea ha deciso di convertire la sua fabbrica di vestiti per bambini per produrre tute protettive. Ora il suo laboratorio produce circa 400 tute al giorno, che vengono poi vendute ai lavoratori essenziali nella striscia di Gaza, in Cisgiordania e in Israele. Nella fabbrica sono state assunte 30 persone, spiega Qreiqea, un giovane sulla ventina originario del quartiere Shuja’ia nella Città di Gaza. Quello che lo ha spinto a mantenere la fabbrica attiva è stata la consapevolezza che gli operai hanno famiglie da mantenere in questi tempi difficili.

“Non si tratta di trarne profitto, ma di proteggere le persone da un grande pericolo”, dice.

tuta in prova

Per compiere questa riconversione Qreiqea ha fatto delle ricerche sul materiale utilizzato nella produzione delle tute protettive, e ha infine scelto un materiale impermeabile e termoresistente. Una volta pronte, le tute vengono analizzate in laboratorio per assicurarsi che queste rispettino le norme sanitarie internazionali. Infine vengono sterilizzate prima di essere vendute ai clienti nella Striscia, inclusi le forze di sicurezza, il personale medico e i giornalisti. L’ 8 aprile il Ministero della Sanità palestinese ha confermato nei territori palestinesi occupati un totale di 263 casi positivi al COVID-19, di cui 44 guariti e un deceduto. Sono stati rilevati 13 casi a Gaza, inclusi 6 guariti.

In seguito all’ascesa al potere di Hamas, Israele ha imposto a Gaza e ai suoi 2 milioni di abitanti un blocco terrestre, aereo e marittimo dal 2007. Restrizioni pluriennali su persone e merci in entrata e in uscita hanno portato a tassi di disoccupazione crescenti e ad una povertà estrema. L’accesso all’acqua potabile e all’elettricità è irregolare, e negli ospedali c’è una grave carenza di medicinali e attrezzature.

“Siamo in una situazione di emergenza”, dice Qreiqea. “Spero che questo incubo finirà presto”.

traduzione Claudia Vlad da https://www.972mag.com/gaza-coronavirus-factory/

*Mohammed Zaanoun è un fotogiornalista che vive a Gaza. Autore anche delle foto

PalestinaCeL

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