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CIVILTÀ IN MACERIE. Contro la distruzione di saperi arti memoria in Palestina. Quale futuro?

Sappiamo ormai, sta sotto i nostri occhi, che un genocidio è in corso in Palestina ad opera di Israele e del suo esercito. Oltre 35000 vittime, che aumentano ogni giorno: donne uomini bambini! Il genocidio è anche culturale: moschee, monumenti, università e scuole, centri culturali, siti archeologici. E’ altrettanto tragico perché rappresenta la distruzione dell’identità e della storia di un popolo. Il mondo deve sapere e deve agire. Anche per questo promuoviamo il 30 maggio, all’Università La Sapienza, dipartimento di Studi Orientali (ISO), un incontro con studiose/i che hanno esperienza di lavoro e studio dei luoghi in Palestina e altri paesi mediorientali. Ringraziamo tutti/e per la loro disponibilità e in modo particolare i/le docenti e le/gli studenti dell’Università La Sapienza che hanno reso possibile incontrarci in questi spazi. Ci saranno collegamenti con archeologi da Gaza, Barcellona (Heritage for Peace), da Tel Aviv (Emek Shaveh).

Civiltà in macerie. Contro la distruzione di saperi arti memoria in Palestina. Quale futuro?

PROGRAMMA

30 maggio 2024 h. 16 – 20 ISO MARCO POLO aula 201 – v.le Scalo San Lorenzo 21

h. 16 Introduzione – Leonardo Capezzone ISO Marco Polo

– Damiano Carbonari, Studente

– Presentazione – Alessandra Mecozzi, assoc. Cultura è Libertà 

h. 16,30 Beni culturali nel mirino delle guerreGiancarlo Garna, archeologo 

h. 16,45  Palestina occupata e genocidio Gaza: prove di annientamento, la distruzione del patrimonio culturale palestinese, materiale e immateriale. Monumenti, Università, luoghi di culto, saperi

– Fadel Al-Utol Gaza. Esperto di archeologia, La distruzione del patrimonio culturale di Gaza nella guerra in corso

– Isber Sabrine archeologo. Presidente di Heritage for Peace. Il lavoro su Gaza di Heritage for Peace (Associazione di volontari di vari paesi impegnata nella protezione del patrimonio culturale in zone di conflitto)

– Carla Benelli, storica dell’arte. Attacchi e minacce al patrimonio culturale in Cisgiordania e Gerusalemme est

h. 17,45 L’uso politico di Israele di archeologia e patrimonio , il suo impatto sui Palestinesi. Alon Arad direttore esecutivo di Emek Shaveh sul rapporto Appropriating the past (di Yesh Din e Emek Shaveh)**, 7 anni dopo

18 – 18,30 domande e risposte

h. 18,30  Il valore dell’archeologia e dell’antropologia pubbliche nel recupero e nella trasmissione dell’identità e della storia dei popoli – Chiara Boracchi, archeologa e giornalista 

h. 18,45 Possibili iniziative nazionali e internazionali

Palestina Siria Iraq. Senza memoria è difficile ricostruire. La distruzione del patrimonio culturale come punizione collettiva. Giovanni Fontana Antonelli, architetto in aree di crisi

– Gaza e la giustizia internazionale. Triestino Mariniello giurista

19,15 – 19,45  Domande e risposte

**Emek Shaveh è un’organizzazione israeliana che lavora per la protezione dei diritti culturali e del patrimonio e per la conservazione dei siti antichi come beni pubblici appartenenti a tutte le comunità e popoli. L’organizzazione contesta l’uso dei siti del patrimonio e dei resti archeologici come strumento politico nel conflitto tra Israele e palestinesi. Yesh Din è un’organizzazione israeliana per i diritti umani che documenta e diffonde informazioni e conduce battaglie legali riguardanti la mancata protezione da parte di Israele dei palestinesi soggetti al controllo militare israeliano. L’organizzazione si occupa delle violazioni dei diritti umani legate alla conquista israeliana della terra palestinese e al rifiuto di accesso alla terra.

PalestinaCeL

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