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Elezioni israeliane: i kahanisti hanno vinto prima ancora di entrare alla Knesset

Head of Israel's Otzma Yehudit party Itamar Ben Gvir, March 2021.
Il capo del partito Israel’s Otzma Yehudit Itamar Ben Gvir, March 2021.Credit: EMMANUEL DUNAND – AFP
Amira Hassdi Amira Hass, HAARETZ 29 marzo 2021

“Ben-Gvir metterà le cose a posto qui”, proclamano una serie di cartelli della campagna del partito del sionismo religioso sulla strada da El-Khader a Batir a est di Betlemme. I cartelli, con la foto della sua faccia compiaciuta ma con uno slogan diverso, “Ben-Gvir è il più giusto che ci sia”, si sono visti anche nell’area di Hebron alla vigilia delle elezioni della scorsa settimana.

Molti meno cartelli con Ben-Gvir e altri con Bezalel Smotrich adornano la parte più settentrionale della Route 60, tra Hizmeh e Ramallah. Per quanto si vede dai cartelli, il partito Yamina di Naftali Bennett è al secondo posto. Altri partiti di destra (compresi quelli haredi) sono in minoranza.

Anche se il partito del sionismo religioso di Smotrich e Ben-Gvir, con le sue radici razziste ispirate a Kach, non avesse superato la soglia elettorale – e indipendentemente dal numero di seggi alla Knesset che ha vinto – è stato a lungo, nelle sue varie incarnazioni, la forza regnante in Cisgiordania. Principalmente, governa la popolazione indigena palestinese, priva del diritto di eleggere i veri governanti, che plasmano, cambiano e mettono in pericolo le loro vite e il loro futuro.

Ad esempio, il grande spazio tra Ramallah e Betlemme è stato modellato negli ultimi 25 anni come la Grande Gerusalemme, un mostro urbano pieno di strade in espansione e in crescita che avvicinano i coloni anche degli avamposti più abbandonati da Dio, alla capitale e che accorcia il loro tempo di viaggio. Questa stessa rete stradale blocca le strade esistenti, allontana le comunità palestinesi l’una dall’altra e completa la divisione di Gerusalemme est e la sua separazione dal resto della Cisgiordania. Questo è il sogno dei coloni che è stato realizzato, e coloro che lo hanno realizzato e lo stanno realizzando sono le istituzioni statali pan-israeliane, sostenute dalle tasse dell’intero pubblico israeliano.

Chiunque governa la Cisgiordania governa in Israele. Questo non è un decreto celeste, ma è ciò che è già stato deciso dal governo Labour-Meretz-Shas quando ha legato gli accordi di Oslo agli insediamenti e ha condizionato l’attuazione dell’accordo alla sostenibilità e al benessere degli insediamenti.

Con l’unione delle forze delle istituzioni statali di insediamento e delle organizzazioni dei coloni, sempre più linee rosse sono state superate quando si tratta di diritto internazionale, acquisizione di terre, sradicamento delle comunità palestinesi e istituzione di un regime di apartheid. L’intero pubblico ebraico israeliano ha accettato, si è abituato e ha tratto profitto da questa stessa sistematica violazione del diritto internazionale, sotto gli auspici dei negoziati di Oslo.

La miglior prova dell’enorme potere del governo di Giudea e Samaria è la totale mancanza di discussione nelle campagne elettorali sul potere del governo di Giudea e Samaria, che sta diventando una succursale semigovernativa, mezza privata, che detta alle due popolazioni che vivono tra il Girodano e il Mediterraneo un futuro di crescente violenza

Traduzione a cura di Alessandra Mecozzi

PalestinaCeL

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