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Lettera di 122 intellettuali palestinesi e di altri paesi arabi sulla definizione di antisemitismo e il suo uso strumentale - Palestina Cultura Libertà
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Lettera di 122 intellettuali palestinesi e di altri paesi arabi sulla definizione di antisemitismo e il suo uso strumentale

Una lettera di 122 intellettuali Palestinesi e di altri paesi arabi critica l’uso strumentale che viene fatto in Europa e negli USA della definizione dell’IHRA, equiparando la critica alle politiche di Israele con l’antisemitismo. Alla lettera è seguito un plauso da parte di un folto gruppo di cittadini ebrei , gruppi e individui, israeliani e di altri paesi. ***Traduzione italiana al fondo

29 novembre 2020, The Guardian
Noi sottoscritti accademici, giornalisti e intellettuali palestinesi e arabi, dichiariamo le nostre opinioni riguardo la definizione di antisemitismo da parte dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e il modo in cui questa definizione è stata presentata, interpretata e applicata in diversi Paesi d’Europa e del Nord America.
Negli ultimi anni la lotta contro l’antisemitismo è stata sempre più strumentalizzata dal governo israeliano e dai suoi sostenitori nel tentativo di delegittimare la causa palestinese e mettere a tacere i
difensori dei diritti dei palestinesi. Sviare l’indispensabile lotta contro l’antisemitismo per favorire un tale programma minaccia di svilire questa battaglia e quindi di screditarla e indebolirla. L’antisemitismo deve essere smascherato e combattuto. Indipendentemente dai pretesti, nessuna
espressione di odio per gli ebrei in quanto ebrei dovrebbe essere tollerata in nessuna parte del mondo. L’antisemitismo si manifesta attraverso generalizzazioni e stereotipi indiscriminati sugli ebrei,
riguardanti in particolare il potere e il denaro, insieme a teorie del complotto e alla negazione dell’Olocausto. Consideriamo legittima e indispensabile la lotta contro tali atteggiamenti. Crediamo
anche che le lezioni dell’Olocausto, così come quelle di altri genocidi dei tempi moderni, debbano far parte dell’educazione delle nuove generazioni contro ogni forma di odio e pregiudizio razziale.

La lotta contro l’antisemitismo, tuttavia, deve essere affrontata in termini di principi, onde evitare di vanificare il suo scopo. Attraverso gli “esempi” che fornisce, la definizione dell’IHRA fonde l’ebraismo con il sionismo partendo dal presupposto che tutti gli ebrei siano sionisti e che lo Stato di Israele nella sua condizione attuale incarni l’autodeterminazione di tutti gli ebrei. Siamo in profondo disaccordo con questo. La lotta contro l’antisemitismo non deve essere trasformata in uno stratagemma per delegittimare la lotta contro l’oppressione dei palestinesi, la negazione dei loro diritti e la continua occupazione della loro terra. A tale riguardo consideriamo fondamentali i seguenti principi:

  1. La lotta contro l’antisemitismo deve essere condotta nel quadro del diritto internazionale e dei diritti umani. Dovrebbe essere parte integrante della lotta contro tutte le forme di razzismo e xenofobia,
    compresi l’islamofobia e il razzismo anti-arabo e anti-palestinese. Lo scopo di questa lotta è garantire libertà ed emancipazione a tutte le categorie oppresse. Orientarlo verso la difesa di uno Stato
    oppressivo e rapace costituisce un profondo stravolgimento.
  2. Esiste un’enorme differenza tra una condizione in cui gli ebrei vengono individuati, oppressi e soppressi come minoranza da regimi o organizzazioni antisemite e una condizione in cui l’autodeterminazione di una popolazione ebraica in Palestina / Israele è stata realizzata sotto forma di uno Stato etnico esclusivista e territorialmente espansionista. Così come esiste attualmente, lo Stato di Israele è fondato sullo sradicamento della stragrande maggioranza dei nativi – quella che palestinesi e arabi chiamano Nakba – e sulla sottomissione dei nativi che vivono ancora nel territorio della Palestina storica come cittadini di seconda classe o come popolo sotto occupazione, deprivati del diritto
    all’autodeterminazione.
  3. La definizione di antisemitismo dell’IHRA e le relative misure legali adottate in diversi Paesi sono state utilizzate principalmente contro le organizzazioni di sinistra e quelle per i diritti umani che
    sostengono i diritti dei palestinesi e contro la campagna per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), mettendo da parte la reale minaccia per gli ebrei, proveniente dai movimenti nazionalisti
    bianchi di destra in Europa e negli Stati Uniti. La rappresentazione della campagna del BDS come antisemita è una grossolana distorsione di quello che è fondamentalmente un mezzo legittimo di lotta
    non violenta a favore dei diritti dei palestinesi.
  4. L’affermazione della definizione dell’IHRA secondo cui un esempio di antisemitismo è “Negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio affermando che l’esistenza di uno Stato di Israele è un’iniziativa razzista” è piuttosto strana. Non si preoccupa di riconoscere che, in base al diritto internazionale, l’attuale Stato di Israele costituisce una potenza occupante da oltre mezzo secolo, come riconosciuto dai governi dei Paesi in cui viene accolta la definizione dell’IHRA. Non si preoccupa di considerare se questo diritto includa il diritto di creare una maggioranza ebraica attraverso la pulizia
    etnica e se debba essere bilanciato in rapporto ai diritti del popolo palestinese. Inoltre, la definizione dell’IHRA potenzialmente scarta come antisemite tutte le visioni non sioniste del futuro dello Stato israeliano, come la difesa di uno Stato bi-nazionale o democratico laico che rappresenti allo stesso modo tutti i suoi cittadini. Un autentico sostegno al principio del diritto di un popolo all’autodeterminazione non può escludere la Nazione palestinese, né qualunque altra.
  5. Crediamo che nessun diritto all’autodeterminazione debba includere il diritto di sradicare un altro popolo e impedirgli di tornare nella sua terra, o qualsiasi altro mezzo per garantire una maggioranza
    demografica all’interno dello Stato. La rivendicazione da parte dei palestinesi del loro diritto al ritorno nella terra da cui loro stessi, i loro genitori e nonni sono stati espulsi non può essere interpretata come
    antisemita. Il fatto che una tale richiesta crei ansie tra gli israeliani non prova che essa sia ingiusta, né antisemita. È un diritto riconosciuto dal diritto internazionale come dichiarato nella risoluzione 194 del
    1948 dell’assemblea generale delle Nazioni Unite.
  6. Rivolgere indistintamente l’accusa di antisemitismo contro chiunque consideri razzista l’attuale Stato di Israele, nonostante l’effettiva discriminazione istituzionale e costituzionale su cui si basa, equivale a
    garantire a Israele l’impunità assoluta. Israele può così deportare i suoi cittadini palestinesi, revocarne la cittadinanza o negare loro il diritto di voto, ed essere comunque immune dall’accusa di razzismo.
    La definizione dell’IHRA e il modo in cui è stata applicata vietano qualsiasi discussione sullo Stato israeliano in quanto basato su una discriminazione etnico-religiosa. In tal modo viola la giustizia
    elementare e le norme fondamentali dei diritti umani e del diritto internazionale.
  7. Crediamo che la giustizia richieda il pieno sostegno del diritto dei palestinesi all’autodeterminazione, inclusa la richiesta di porre fine all’occupazione internazionalmente riconosciuta dei loro territori, alla
    mancanza di uno Stato e alla deprivazione dei rifugiati palestinesi. La soppressione dei diritti dei palestinesi nella definizione dell’IHRA rivela un atteggiamento di sostegno ai privilegi anziché ai diritti
    degli ebrei in Palestina invece dei diritti ebraici, in Palestina e, invece della sicurezza ebraica, la supremazia ebraica sui palestinesi. Crediamo che i valori e i diritti umani siano inseparabili e che la
    lotta contro l’antisemitismo debba andare di pari passo con la lotta a nome di tutti i popoli e gruppi oppressi per la dignità, l’uguaglianza e l’emancipazione.

Samir Abdallah
Filmmaker, Paris, France
Nadia Abu El-Haj
Ann Olin Whitney Professor of Anthropology, Columbia University, USA
Lila Abu-Lughod
Joseph L Buttenwieser Professor of Social Science, Columbia University, USA
Bashir Abu-Manneh
Reader in Postcolonial Literature, University of Kent, UK
Gilbert Achcar
Professor of Development Studies, SOAS, University of London, UK
Nadia Leila Aissaoui
Sociologist and Writer on feminist issues, Paris, France
Mamdouh Aker
Board of Trustees, Birzeit University, Palestine
Mohamed Alyahyai
Writer and novelist, Oman
Suad Amiry
Writer and Architect, Ramallah, Palestine
Sinan Antoon
Associate Professor, New York University, Iraq-US
Talal Asad
Emeritus Professor of Anthropology, Graduate Center, CUNY, USA
Hanan Ashrawi
Former Professor of Comparative Literature, Birzeit University, Palestine
Aziz Al-Azmeh
University Professor Emeritus, Central European University, Vienna, Austria
Abdullah Baabood
Academic and Researcher in Gulf studies, Oman
Nadia Al-Bagdadi
Professor of History, Central European University, Vienna
Sam Bahour
Writer, Al-Bireh/Ramallah, Palestine
Zainab Bahrani

Edith Porada Professor of Art History and Archaeology, Columbia University, USA
Rana Barakat
Assistant Professor of History, Birzeit University, Palestine
Bashir Bashir
Associate Professor of Political Theory, Open University of Israel, Raanana, State of Israel
Taysir Batniji
Artist-Painter, Gaza, Palestine and Paris, France
Tahar Ben Jelloun
Writer, Paris, France
Mohammed Bennis
Poet, Mohammedia, Morocco
Mohammed Berrada
Writer and Literary Critic, Rabat, Morocco
Omar Berrada
Writer and Curator, New York, USA
Amahl Bishara
Associate Professor and Chair, Department of Anthropology, Tufts University, USA
Anouar Brahem
Musician and Composer, Tunisia
Salem Brahimi
Filmaker, Algeria-France
Aboubakr Chraïbi
Professor, Arabic Studies Department, INALCO, Paris, France
Selma Dabbagh
Writer, London, UK
Izzat Darwazeh
Professor of Communications Engineering, University College London, UK
Marwan Darweish
Associate Professor, Coventry University, UK
Beshara Doumani
Mahmoud Darwish Professor of Palestinian Studies and of History, Brown University, USA
Haidar Eid
Associate Professor of English Literature, Al-Aqsa University, Gaza, Palestine
Ziad Elmarsafy
Professor of Comparative Literature, King’s College London, UK
Noura Erakat
Assistant Professor, Africana Studies and Criminal Justice, Rutgers University, USA
Samera Esmeir
Associate Professor of Rhetoric, University of California, Berkeley, USA
Khaled Fahmy
FBA, Professor of Modern Arabic Studies, University of Cambridge, UK
Ali Fakhrou

Academic and writer, Bahrain
Randa Farah
Associate Professor, Department of Anthropology, Western University, Canada
Leila Farsakh
Associate Professor of Political Science, University of Massachusetts Boston, USA
Khaled Furani
Associate Professor of Sociology & Anthropology, Tel-Aviv University, State of Israel
Burhan Ghalioun
Emeritus Professor of Sociology, Sorbonne 3, Paris, France
Asad Ghanem
Professor of Political science, Haifa University, State of Israel
Honaida Ghanim
General Director of the Palestinian forum for Israeli Studies Madar, Ramallah, Palestine
George Giacaman
Professor of Philosophy and Cultural Studies, Birzeit University, Palestine
Rita Giacaman
Professor, Institute of Community and Public Health, Birzeit University, Palestine
Amel Grami
Professor of Gender Studies, Tunisian University, Tunis
Subhi Hadidi
Literary Critic, Syria-France
Ghassan Hage
Professor of Anthropology and Social theory, University of Melbourne, Australia
Samira Haj
Emeritus Professor of History, CSI/Graduate Center, CUNY, USA
Yassin Al-Haj Saleh
Writer, Syria
Dyala Hamzah
Associate Professor of Arab History, Université de Montréal, Canada
Rema Hammami
Associate Professor of Anthropology, Birzeit University, Palestine
Sari Hanafi
Professor of Sociology, American University of Beirut, Lebanon
Adam Hanieh
Reader in Development Studies, SOAS, University of London, UK
Kadhim Jihad Hassan
Writer and translator, Professor at INALCO-Sorbonne, Paris, France
Nadia Hijab
Author and human rights advocate, London, UK
Jamil Hilal
Writer, Ramallah, Palestine
Serene Hleihleh

*** da Mondoweiss traduzione a cura di Alessandra Mecozzi

Ebrei nel mondo applaudono alla dichiarazione di accademici, giornalisti, intellettuali palestinesi e arabi Lettera aperta pubblicata da Mondoweiss, 11 dicembre 2020
Noi, gruppi e individui ebrei di tutto il mondo, plaudiamo alla recente potente dichiarazione e alla serie di principi sottoscritti da 122 accademici, giornalisti e intellettuali palestinesi e arabi riguardo alla definizione di antisemitismo da parte dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e il modo in cui la definizione è stata applicata, interpretata e utilizzata.
Afferma la lettera in modo convincente: “La lotta contro l’antisemitismo non dovrebbe essere trasformata in uno stratagemma per delegittimare la lotta contro l’oppressione dei palestinesi, la negazione dei loro diritti e la continua occupazione della loro terra”.
Afferma: “L’antisemitismo deve essere smascherato e combattuto. Indipendentemente dai pretesti, nessuna espressione di odio per gli ebrei in quanto ebrei dovrebbe essere tollerata in nessuna parte del mondo. Crediamo inoltre che le lezioni dell’Olocausto così come quelle di altri genocidi dei tempi moderni debbano far parte dell’educazione delle nuove generazioni contro ogni forma di odio e pregiudizio razziale “.
E chiarisce anche: “La lotta contro l’antisemitismo deve essere collocata nel quadro del diritto internazionale e dei diritti umani. Dovrebbe essere parte integrante della lotta contro tutte le forme di razzismo e xenofobia, compresa l’islamofobia e il razzismo anti-arabo e anti-palestinese. Lo scopo di questa lotta è garantire libertà ed emancipazione a tutti i gruppi oppressi. Orientarlo verso la difesa di uno Stato oppressivo e rapace costituisce un profondo stravolgimento”.
Firmatari:
Anya Topolski Een Andere Joodse Stem, Another Jewish Voice, Belgium
Hilla Dayan Academia for Equality, The Netherlands
Wieland Hoban Jüdische Stimme für gerechten Frieden in Nahost Germany
Dror Feiler European Jews for a Just Peace (EJJP) Sweden
Dr. Itamar Shachar Belgium / Israel
Ofer Neiman, Boycott from Within Israel
Donna Nevel, Jews Say No! USA
Alan Rückert Z. Chile
Sheryl Nestel, Independent Jewish Voices Canada Canada
David Comedi, International Jewish Anti-Zionist Network-Argentina Argentina
Marilyn Garson, Sh’ma Koleinu – Alternative Jewish Voices New Zealand
Vivienne Porzsolt, Jews against the Occupation Australia
Rina King, South African Jews for a Free Palestine SAJFP South Africa
Ronnie Kasrils South Africa
Liliana Cordova-Kaczerginski, International Jewish Anti-Zionist Network Spain
Alejandro Ruetter, International Jewish Anti-Zionist Network Spain
Guy Bollag Switzerland
Richard Wagman, UJFP (French Jewish Peace Union) France
Eyal France
Corey Balsam, Independent Jewish Voices Canada
Rowan Gaudet, Independent Jewish Voices Canada
Itay Sapir, Université du Québec à Montréal Canada
sue goldstein, International Jewish Anti-Zionist Network Canada
Haim Bresheeth, Jewish Network for Palestine UK
David Cannon, Jewish Network for Palestine UK
Mike Cushman ,Free Speech on Israel UK
Leah Levane, Jewish Voice for Labour UK

Michael Kalmanovitz, International Jewish Anti-Zionist Network–UK UK
Rob Ferguson, Steering Cttee Free Speech on Israel & SocialistWorkers Party UK
Rachel Lever, Labour Party UK
Dorothy M. Zellner, Jews Say No! USA
Stefanie Fox, Jewish Voice for Peace USA
Lesley Williams Jewish Voice for Peace, USA
Ivan Strasburg, International Alliance of Theatrical Stage Employees (ATSE) USA
Rachel Giora, Boycott From Within Israel
Anat Matar, Tel Aviv University Israel
Haley Firkser Israel
Shir Hever, Jüdische Stimme für gerechten Frieden in NaHost. e.V. Germany
The Board A Different Jewish Voice, Amsterdam Netherlands
Michal Sapir Israel
Rebecca Vilkomerson United States
Ofra Ben Artzi Israel
Dr Les Levidow UK
Angie Mindel UK
Yehuda Aharon Australia
Heather Mendick UK
Angie Mindel UK
Professor Jonathan Rosenhead UK
Sue Rabkin South Africa
Motti Shimoni USA
Mike Simons United Kingdom

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