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Ecco perché Gaza dovrebbe avere più tassisti donne

Una palestinese madre di cinque figli ha infranto tutte le norme e le tradizioni nella Striscia di Gaza diventando la prima donna tassista nell’enclave assediata.

Striscia di Gaza, 17 novembre 2020. La prima tassista palestinese donna nella Striscia di Gaza, Naela Abu Jubba, che porta un cliente a Gaza. Foto di Mahmud Hams / AFP via Getty Images.

Città di Gaza, Striscia di Gaza – Naela Abu Jubba, 39 anni, ha deciso di intraprendere una professione che è stata a lungo riservata agli uomini nella Striscia di Gaza: è diventata la prima donna tassista della zona.

Naela aspira ad aprire il suo ufficio di servizi di taxi privato solo per la clientela femminile. In una società dominata dal maschilismo e dagli uomini che raramente accettano che le donne svolgano molte professioni, la gente non le risparmia le critiche.

Al-Monitor ha parlato con la donna, che ha conseguito una laurea in servizi sociali e fino a poco tempo fa lavorava come formatrice per lo sviluppo umano. “Io per prima ho pensato di diventare un tassista a causa della sofferenza e del disagio che le donne devono provare ogniqualvolta usano i taxi con uomini come conducenti, soprattutto quando lasciano parrucchieri e saloni di trucco. La maggior parte delle donne qui indossa il velo e non esce truccata, quindi sono costrette a indossare un abaya o niqab per coprirsi il viso tornando a casa”. Ha aggiunto: “E non è tutto, poiché alcune donne non sono autorizzate a parlare nemmeno nel taxi guidato da un uomo, né si sentono a proprio agio e al sicuro”.

Naela, che è l’unica fonte di sostentamento per i suoi cinque figli, ha spiegato di aver iniziato a lavorare come tassista un mese e mezzo fa. Alla luce della propagazione del Coronavirus e della conseguente chiusura della Striscia di Gaza, non è stata in grado di mantenere il suo lavoro di formatrice per lo sviluppo umano. Questo l’ha costretta a trovare una nuova fonte di reddito. Dopo la morte di suo padre, ha comprato la sua macchina con i soldi dell’eredità che le aveva lasciato.

“Ho deciso di lavorare come tassista per una clientela esclusivamente femminile. Non offro i miei servizi a una donna accompagnata da un uomo”. Quando ha discusso dell’idea con i suoi amici, l’avevano avvertita che la società di Gaza non sarebbe stata tollerante e non l’avrebbe presa bene. Eppure Naela era convinta che questo lavoro non infrangesse l’etica o la morale pubblica ed era sicura di poterlo fare senza problemi.

“La società patriarcale teme il successo di qualsiasi donna”, ha dichiarato. “Sono rimasta esterrefatta dalle opinioni negative della società e dalle dure critiche mosse da alcuni colleghi tassisti maschi. Dopo essere apparsa sui media locali, sono stata aggredita sui social media e molestata per strada”.

Ha aggiunto: “La mia famiglia ora vuole che rimanga a casa e lasci il lavoro. Non sopportano più i pettegolezzi dei nostri vicini, che continuano a esortarli a garantire i miei bisogni finanziari e di vita in modo che io possa smettere di lavorare. Come se le donne in questa società lavorassero solo per fare soldi! Non capiscono che un lavoro è accompagnato da uno status sociale e conferisce autonomia e indipendenza”.

La donna ha ripetutamente sottolineato di non essere alcuna una minaccia per i tassisti maschi che girano per le strade per far salire i passeggeri, dal momento che accetta solo richieste online tramite il suo telefono. “Mi chiedo perché mi attaccano. Mi aspettavo delle critiche, ma non in questo modo così spregevole e vergognoso. E per me queste sono altro che le mie più grandi sfide”, così ha affermato, esortando i suoi haters a smetterla almeno di insultarla.

Le donne a Gaza non sono autorizzate a lavorare come tassisti e guidare veicoli di trasporto pubblico. Ma poiché Naela accetta le richieste di servizio online e non lavora tramite un ufficio taxi privato, è in grado di andare in giro usando la patente della sua auto privata.

Sta provando ad aprire il suo ufficio di servizio taxi solo per donne, con un team di autisti tutto al femminile. Spera di ottenere un’esenzione dalle agenzie governative che le permetterà di realizzare il suo sogno.

“Il mio servizio è molto popolare tra le donne. Sono sicura che sarò in grado di espandere [il mio lavoro]. In media, ricevo dalle 20 alle 30 richieste [a settimana] ”, ha detto la donna. “Per il momento, lavoro solo nella città di Gaza perché non ho ricevuto alcuna richiesta dai governatorati del sud e del nord”. Naela incoraggia altre donne che sappiano guidare e abbiano la propria auto a seguire il suo esempio, sottolineando che continuerà a lavorare nonostante tutte le critiche negative ricevute.

Alaa Salama ha accolto con favore l’idea di tassisti donne, dicendo che era un servizio tanto necessario e atteso da tempo. Ha dichiarato ad Al-Monitor: “Ancora oggi la nostra società rifiuta l’idea di una donna che lavora come tassista ma, in futuro, quando sarà diffusa, la situazione cambierà senza alcun dubbio. È naturale che una nuova idea susciti polemiche e ci vuole tempo affinché la società la accetti, specialmente in una società conservatrice come Gaza, dove la maggior parte delle cose è proibita alle donne”. Salama deve ancora utilizzare i servizi di Naela perché vive lontano dall’area che lei copre. La incoraggia a portare avanti il ​​suo progetto e ad aprire filiali in tutta la Striscia di Gaza.

Kholoud Samir ritiene che i suoi servizi siano appropriati per la società conservatrice di Gaza e un modo sicuro per le donne di muoversi. “Spero che questo tipo di servizio si espanda nel prossimo futuro”, ha ammesso ad Al-Monitor. Samir ha sostenuto che alcuni si oppongono all’idea di un tassista donna perché sono contrari all’idea che le donne lavorino in generale. “Queste persone credono che il ruolo di una donna sia limitato ad alcune professioni tradizionali come l’insegnamento e l’assistenza infermieristica. Sono sorpreso dagli attacchi a Naela, poiché non c’è nulla che dovrebbe impedire a una donna di usare la propria auto per lavorare come autista. Sta servendo la sua comunità e si assicura il proprio reddito. Una donna può lavorare come tassista se conosce la città e sa gestire gli incidenti stradali “.

Ha detto che sostiene Naela e che intende utilizzare i suoi servizi in futuro. “Alcune donne vengono molestate verbalmente da tassisti maschi. Per non parlare poi della guida spericolata dei conducenti in alcuni casi “, ha aggiunto Samir. “[Gaza] ha bisogno di tassisti donne, poiché alcune donne potrebbero sentirsi in imbarazzo a chiedere ai tassisti maschi di accompagnarle in luoghi specifici, come parrucchieri e saloni di bellezza e in alcuni casi di emergenza e parto”.

Fonte: https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2020/12/gaza-women-working-taxi-driver-criticism.html

Tradotto da Rachele Manna

PalestinaCeL

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