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L’esercito israeliano ordina la rimozione dell’asta con la bandiera palestinese per “motivi di sicurezza”

I residenti del villaggio di Sebastia in Cisgiordania dicono che l’ordine militare è stato il risultato delle pressioni di coloni israeliani che visitano il suo famoso sito archeologico.

Ahmad Al-Bazz and Activestills Agosto 26, 2020. Nella foto di copertina lavoratori palestinesi lavorano sul pennone con la bandiera palestinese sulla piazza di Sebastia Agosto 24, 2020. (Ahmad al-Bazz/Activestills)

Il villaggio palestinese di Sebastia, nella Cisgiordania occupata, ha temporaneamente rimosso un pennone di nuova installazione lunedì mattina dopo che l’esercito israeliano ha emesso un ordine che chiedeva la sua rimozione “per motivi di sicurezza”. L’avviso militare, firmato dal comandante dell’esercito israeliano in Cisgiordania, è stato appeso venerdì scorso sulla struttura dell’asta della bandiera, ancor prima che una bandiera palestinese sventolasse. “Questo è necessario per mantenere la sicurezza della regione”, si legge nell’ordine militare, e ha dato al villaggio sette giorni per smantellare l’asta della bandiera prima che fosse “rimossa da coloro autorizzati dall’esercito”.

L’asta della bandiera, installata il 13 agosto, fa parte di un progetto di riabilitazione sotto la supervisione dell’UNESCO condotto nella piazza pubblica di Sebastia, adiacente al famoso sito archeologico del villaggio. Secondo il comune, il progetto è finanziato dal Belgio ed è stato approvato dall’esercito israeliano nel 2018.

La piazza stessa si trova nell’Area B della Cisgiordania, che è sotto il controllo civile palestinese e il controllo militare israeliano; altre parti di Sebastia si trovano nell’Area C, sotto il pieno controllo israeliano.

Demolizione di un locale turistico palestinese a Sebastia, West Bank, fperché costruito in Area C senza permesso israeliano, Maggio 27, 2020. (Ahmad al-Bazz/Activestills)

Mohammed Azzem, il capo del comune di Sebastia, afferma che la decisione dell’esercito di rimuovere l’asta della bandiera è stata il risultato delle pressioni dei coloni israeliani nella zona. “Non mi è permesso spostare una pietra nell’Area C”, ha detto Azzem. “Questo è il motivo per cui l’intero progetto di riabilitazione si svolge solo nell’area B, accanto al sito archeologico”. Il comune ha incaricato Quamar Mishirqi-Assad, avvocato e fondatore di Haqel: “ebrei e arabi in difesa dei diritti umani”, di sfidare l’ordine dell’esercito. “Non ci sono problemi di sicurezza con un’asta della bandiera nel mezzo della piazza pubblica di Sebastia”, ha detto a +972.

Come primo passo, Assad presenterà un’obiezione ufficiale al consigliere giudiziario dell’Amministrazione civile israeliana, braccio del governo militare israeliano che governa la Cisgiordania occupata. Ha aggiunto che “un’obiezione ufficiale può essere presentata ai tribunali israeliani se la comunicazione con i militari non porta alcun risultato”. Il comune di Sebastia ha confermato a +972 che l’asta della bandiera sarà reinstallata prima della celebrazione di apertura della piazza a settembre, che dovrebbe segnare la fine del progetto di riabilitazione biennale, indipendentemente dalla decisione israeliana.

Coloni israeliani visitano la piazza di Sebastia scortati dall’esercito israeliano durante una festa ebraica 12 aprile 2017 (Ahmad al-Bazz/Activestills)

Un giorno prima della notifica dell’ordine militare, l’esercito israeliano è stato visto scortare la visita di un colono al sito archeologico di Sebastia. Questa è una pratica di routine che trasforma le antiche rovine romane del villaggio, così come altri parchi della Cisgiordania, in zone per soli israeliani, soprattutto durante le festività ebraiche. La visita si è conclusa con leggeri scontri tra residenti e soldati israeliani che hanno lanciato lacrimogeni verso la piazza pubblica mentre lasciavano il villaggio.

Fino al 1993 – inizio degli accordi di Oslo – la legge israeliana vietava di sventolare la bandiera palestinese. Quasi 30 anni dopo, tuttavia, le autorità israeliane continuano a fomentare la tensione per lo sventolio di bandiere palestinesi in Cisgiordania, in particolare nell’Area C. Un residente ha detto a +972 che dal 2014 i residenti di Sebastia appendono una bandiera palestinese nel cuore del sito archeologico, classificato come Area C. Ha inoltre detto che la bandiera è stata rimossa “decine di volte” dai soldati israeliani. Una volta hanno persino fatto saltare in aria l’asta di legno fatta a mano. In altre occasioni, ha detto, l’esercito israeliano ha fatto irruzione nel villaggio per arrestare i residenti che avevano riappeso la bandiera.

Un depliant dell’ Israeli Nature and Parks Authority presenta Sebastia come sito turistico Israeliano July 5, 2015. (Ahmad al-Bazz/Activestills)

L’occupazione della Cisgiordania è sempre stata dannosa per il settore turistico palestinese. Zaid Azhari, una guida turistica con sede a Sebastia, ha detto a +972 che il sito archeologico è stato dichiarato Parco nazionale israeliano nel 1978, rendendo difficile per il villaggio utilizzare il sito a scopi turistici. Il sito web ebraico dell’Autorità israeliana per la natura e i parchi include una mappa dell’intera Palestina-Israele, comprese le alture del Golan occupate, intitolata “Parchi nazionali e riserve naturali in Israele”. Due siti vicino all’area di Nablus sono presenti sul sito web ufficiale israeliano, uno dei quali è Sebastia. La pagina presenta Sebastia, o Tel Samaria, come la antica capitale di Israele a quel tempo, e avverte i visitatori di non recarsi nella zona “senza previo coordinamento e autorizzazione dell’esercito israeliano”.

Azhari spiega che le compagnie turistiche internazionali pianificano i loro viaggi coordinandosi con le autorità israeliane, che consigliano loro di visitare altre località del paese. “Il turista internazionale non conosce i dettagli della questione israelo-palestinese e, naturalmente, farà affidamento sulle informazioni fornite dagli israeliani”, ha detto Azhari.

+972 ha controllato la versione inglese del sito web dell’Autorità israeliana per la natura e i parchi e ha scoperto che Sebastia non è più elencata sulla mappa, tra le altre località della Cisgiordania. Secondo Azhari, una cartina fisica pubblicata nel 2015 dalla Israel Nature and Parks Authority includeva Sebastia.

Ahmad Al-Bazz è un giornalista e documentarista che vive a Nablus. Fa parte dell’ Activestills photography collective dal 2012.

Activestills

Activestills è un collettivo di fotografi israeliani, palestinesi e internazionali, uniti dalla convinzione che la fotografia sia un veicolo di cambiamento politico e sociale. Crediamo nel potere delle immagini di plasmare gli atteggiamenti del pubblico e di aumentare la consapevolezza su questioni che sono generalmente assenti dal discorso pubblico. Ci consideriamo parte della lotta contro tutte le forme di oppressione, razzismo e violazioni del diritto fondamentale alla libertà. Le nostre immagini sono spesso pubblicate da molte importanti agenzie per i diritti umani, per lo sviluppo e la tutela, nonché da mezzi di informazione alternativi e importanti. Per essere aggiornato sulle nostre ultime immagini, vedi Activestills su Facebook o visita il nostro photostream di Flickr.

Traduzione a cura di Alessandra Mecozzi da https://www.972mag.com/sebastia-flag-tourism-israeli-army/?fbclid=IwAR2izjgdVmy451AXBoRHUef8QrMSdyR_SVECfyRqA3V53GAUexKfwoF5n5U

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