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Rivendicare l’OLP, coinvolgere di nuovo i giovani

Nijmeh AliMarwa FataftaDana El KurdFadi QuranBelal Shobaki  13/8/2020

Al-Shabaka, vuol dire in arabo La rete. E’ infatti una rete politica palestinese indipendente e non profit, il cui obiettivo è formare e sollecitare il dibattito pubblico sui diritti umani e l’autodeterminazione Palestinese, nel quadro del diritto internazionale www.al-shabaka.org

Qui pubblichiamo l’introduzione ad un corposo rapporto di analisi critica della politica palestinese, con indicazioni di prospettiva, dedicato soprattutto ai giovani. (Al link in fondo si può trovare il testo integrale, in inglese)

Introduzione

Il movimento nazionale palestinese è in uno stato di acuta
di crisi, affronta ostacoli senza precedenti nella sua ricerca di autodeterminazione. Gli accordi di Oslo degli anni ’90 e
il progetto di stato che ne scaturiva hanno fallito su tutti
i fronti nel garantire la giustizia al popolo palestinese. Al
al contrario, Israele sta rafforzando il suo controllo militare sul
Territorio palestinese occupato nel 1967 ed espande
la sua impresa di insediamento illegale. Nel frattempo, l’annessione
del resto del territorio occupato sta rapidamente diventando
realtà.

Inoltre, le centinaia di migliaia di palestinesi
espropriati da Israele nel 1948 e di nuovo nel 1967
ora rappresentano, con i loro discendenti, quasi la metà
del popolo palestinese. Per loro la strada del ritorno e la stessa sopravvivenza sono sempre più difficili a causa del
sostegno e incoraggiamento degli Stati Uniti alle violazioni di Israele
del diritto internazionale. Allo stesso tempo, la sistematica
discriminazione contro i cittadini palestinesi di Israele
dalla fondazione dello stato è stata ulteriormente
codificata e viene sempre più descritta come apartheid.
Sia i vertici della Organizzazione per la Liberazione della Palestina
(OLP) che della Autorità Palestinese (ANP) hanno spostato le loro priorità da quelle nazionali di liberazione e dalla realizzazione dei
diritti fondamentali del popolo palestinese. Ora sono concentrati sul
mantenimento del loro potere su enclave limitate, senza autonomia, per non parlare della sovranità.

Nella Cisgiordania occupata il presidente Mahmoud Abbas
e la sua fazione politica Fatah continuano a dominare
sia l’ANP che l’OLP, monopolizzando il processo decisionale e schiacciando il dissenso. Allo stesso modo, Hamas, che ha strappato il controllo della Striscia di Gaza all’Autorità Palestinese nel 2007,
gestisce una struttura di governo parallela a quella della ANP
ed è anch’ esso intollerante al dissenso. Finora, tutti i tentativi
di mediazione per riconciliare Hamas e Fatah non sono riusciti
a porre fine allo scisma politico.

In breve, le strutture di governo dei palestinesi a
tutti i livelli sono deboli e antidemocratiche. Non ci sono
meccanismi di funzionamento in atto per garantire il loro
rinnovamento attraverso un’inserimento di nuovi attori politici
e idee o per rendere la leadership responsabile nei confronti del popolo palestinese che rappresenta. Molto inchiostro è stato
versato sulle carenze della leadership palestinese come
sul dominio di Fatah nella politica palestinese e sulle
istituzioni, sulla divisione tra Fatah e Hamas e
le allarmanti tendenze autoritarie dell’Autorità Palestinese. Ci sono anche
una pletora di studi politici, esercizi di visioni future,
e pianificazione di uno scenario per un’era post-Abbas.

Tuttavia, ci sono ancora domande senza risposta
che vanno affrontate per quanto riguarda la leadership e
le responsabilità per il progetto nazionale palestinese.
Per queste ragioni, Al-Shabaka, The Palestinian Policy Network,
ha convocato il suo secondo Policy Circle sulla leadership e la
responsabilità, per affrontare la questione del recupero dell’
OLP e di modelli di leadership e responsabilità
che potrebbero rinvigorire la sfera politica palestinese.

Questo Policy Circle è destinato in particolare ai giovani palestinesi
Mentre le generazioni più vecchie di palestinesi possono essere deluse o scollegate dall’ OLP e dalla leadership palestinese, molti giovani palestinesi hanno pochissime informazioni sull’OLP o alcun desiderio di impegnarvisi.
Questo rapporto cerca di collocarli tra le sfide del passato e le potenzialità del futuro. In particolare, due dei testi si occupano di leadership giovanile.
Da notare che il rapporto si basa sulla premessa che l’OLP è il solo rappresentante del Popolo palestinese e non suggerisce alcuna alternativa
ad esso. Infatti, nelle attuali circostanze e nonostante
tutte le critiche e le sue disfunzioni, l’OLP rimane l’unico meccanismo istituzionale stabilito che può essere rianimato e riguadagnare la sua rappresentatività – se riacquista la sua responsabilità (accountability).

Dodici componenti della rete politica di Al-Shabaka
hanno partecipato all’analisi e alla sintesi che costituiscono
questo rapporto. Non tutti i partecipanti hanno prodotto documenti ma ognuno ha contribuito a modo suo.
Alaa Tartir e Marwa Fatafta hanno co-facilitato il lavoro del
Circolo mentre Yara Hawari, Inès Abdel Razek e Jamil
Hilal hanno revisionato tutti i documenti, condividendo
feedback e input in tutte le fasi. Ali Abdel-Wahab,
Diana Buttu e Amjad Iraqi hanno generosamente contribuito
con le loro idee, intuizioni e competenze a tutto il
percorso. I restanti membri del circolo politico
si sono assunti il compito di produrre testi specifici
identificati dal gruppo come segue.

Il primo articolo è di Belal Shobaki, che ha pubblicato
ampiamente sull’Islam politico e l’identità. Nel suo testo “Ricostituire
l’OLP” traccia l’evoluzione politica di Hamas e della
Jihad islamica e spiega perché adesso è il tempo
più propizio per la loro integrazione nell’OLP, da cui sono stati esclusi per quasi 30 anni.

In “La questione della rappresentanza” Nijmeh Ali, che
ha studiato il potere dei gruppi oppressi di provocare cambiamento sociale, affronta la questione della natura essenziale dell’OLP: è un movimento di liberazione o un governo? Dalla risposta dipende il sistema di rappresentanza che deve adottare – costruzione del consenso versus elezioni. Un rapido quadro della storia dell’OLP e un grafico che mostra la
sua struttura si trova negli allegati I, II e III.

Fadi Quran porta la sua competenza in diritto internazionale,
campagne e imprenditorialità, per affrontare la questione
della leadership nei Territori Palestinesi Occupati (TPO).
Qui si sofferma sui reali, anzi a volte deliberati, ostacoli posti sulla via dello sviluppo di una leadership autentica, in particolare tra i giovani,
e insiste sul punto che la leadership attraverso la resistenza è la strada
per uscire dalla palude.

Viene fornito un modello convincente di leadership giovanile
da Dana El Kurd, specializzata in politica comparativa, che ha studiato il modo in cui i “benefattori” internazionali influenzano l’autoritarismo nei TPO. La sua analisi, dell’inizio e dello sviluppo del Movimento giovanile palestinese e come si evolve positivamente identificando e affrontando ogni problema a seconda della fase, è molto istruttiva.

Il testo finale, della co-facilitatrice Marwa Fatafta, mette al
centro la questione della responsabilità (accountability) nella lotta per
rivitalizzare l’OLP. Nota che la responsabilità era debole anche nel periodo di massimo splendore dell’OLP e discute su come assicurarsi che faccia parte del futuro movimento nazionale.

Oltre ai documenti di cui sopra, Dana El-Kurd, Nijmeh
Ali, Fadi Quran e Jamil Hilal hanno contribuito con
commenti, come parte della loro partecipazione al Policy
Circle, che si trovano sul sito web di Al-Shabaka. I
i membri del Policy Circle hanno anche preso parte a un
dibattito di Al-Shabaka sulla partecipazione palestinese alle
Elezioni israeliane, a due Al-Shabaka – Laboratori Politici
sulle elezioni palestinesi e sulla leadership palestinese
al tempo della pandemia.

Il team del Policy Circle desidera ringraziare il
Dipartimento federale svizzero degli affari esteri
Divisione Sicurezza Umana e l’Ufficio di Rappresentanza
per la Svizzera a Ramallah per il loro sostegno al lavoro,
sottolineando anche che tutte le opinioni, punti di vista e
analisi sono nostre. Vorremmo anche ringraziare le colleghe di Al-Shabaka Megan Driscoll, che ha supervisionato tutto il
percorso e Mimi Kirk, che ha effettuato il controllo di qualità.
 

Questo non è affatto un rapporto esaustivo o conclusivo.
E infatti, separatamente da questo Policy Circle, un altro
team di Al-Shabaka sta producendo uno studio, la cui pubblicazione è prevista entro settembre 2020, che punta al Corpo diplomatico dell’OLP per valutarne il ruolo di rappresentanza del popolo palestinese e la misura in cui la diaspora palestinese è o potrebbe essere impegnata nella promozione degli obiettivi nazionali.

Nel frattempo, avete a disposizione questo report del Policy Circle, che è stato costruito come contributo alla discussione sul rilancio
della lotta di liberazione Palestinese per la libertà e l’autodeterminazione.

https://al-shabaka.org/wp-content/uploads/2020/08/PLO-Report-EN-2.pdf

per leggere il report integrale clicca tasto destro e scegli apri link in un’altra finestra

Traduzione a cura di Alessandra Mecozzi

PalestinaCeL

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