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Il coronavirus non ferma il bulldozer di Israele

B’tselem – Centro Israeliano dI Informazione per i Diritti Umani nei territori occupati

Durante la crisi da corona virus Israele confisca tende per un ospedale da campo nel nord ovest della Cisgiordania

Il 26 marzo, al mattino verso le 7,30, funzionari della amministrazione Civile di Israele in Cisgiordania sono arrivati, con una scorta militare in jeep, un bulldozer e due camion con pianali e gru, alla Comunità palestinese di Khirbet Ibziq nel nord della Valle del Giordano. Hanno sequestrato pali e teli destinati a formare otto tende, due per un ospedale da campo, quattro per alloggi di emergenza per i residenti evacuati dalle loro case e due come moschee improvvisate. Hanno anche sequestrato una baracca di stagno sul posto da più di due anni, oltre a un generatore di corrente e sacchi di sabbia e cemento. Sono stati portati via quattro pallet di blocchi di cemento destinati ai pavimenti della tenda e altri quattro demoliti.

le rovine rimaste dopo demolizione delle case degli agricoltori a Ein a-Duyuk a-Tahta

Mentre il mondo intero combatte una crisi sanitaria senza precedenti e paralizzante, l’esercito israeliano dedica tempo e risorse a tormentare le comunità palestinesi più vulnerabili in Cisgiordania, che Israele ha tentato di scacciare dall’area per decenni. Abbattere un’iniziativa comunitaria di pronto soccorso durante una crisi sanitaria è un esempio particolarmente crudele degli abusi regolarmente inflitti a queste comunità e va contro fondamentali principi umani e umanitari durante un’emergenza. A differenza delle politiche israeliane, questa pandemia non discrimina in base a nazionalità, etnia o religione. È giunto il momento che il governo e l’esercito riconoscano che ora, più che mai, Israele è responsabile della salute e del benessere dei cinque milioni di palestinesi che vivono sotto il suo controllo nei territori occupati.

Oltre alla scandalosa confisca dell’ ospedale in costruzione, l’amministrazione civile sta continuando la sua routine di demolizioni. Oggi ha demolito tre case stagionali di agricoltori residenti a Gerusalemme, nel villaggio di “Ein a-Duyuk a-Tahta, a ovest di Gerico (v. foto).

Sulle comunità palestinesi che devono far fronte all’ espulsione:

Decine di comunità di pastori agricoli, dove risiedono migliaia di palestinesi, punteggiano il 60% della Cisgiordania designata come Area C. Per decenni, le autorità israeliane hanno perseguito una politica volta a cacciare queste comunità rendendo intollerabili le condizioni di vita nel tentativo di convincere i residenti ad andarsene, apparentemente di propria volontà. Questa condotta illegale è motivata dal disegno politica, dichiarato pubblicamente da vari funzionari, di stabilire fatti sul terreno e di prendersi queste aree con un’annessione di fatto che faciliterebbe l’effettiva annessione a Israele come parte di una sistemazione dello status finale.

PalestinaCeL

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