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Benvenuti nell’era del coronialismo!

di Oren Yiftachel 30 Aprile 2020 da +972 Magazine

Con il pretesto dell’emergenza sanitaria, gli Stati stanno usando il COVID-19 per consolidare il loro potere, sostenere il modello neoliberale e reprimere i cittadini. Se non lottiamo per un nuovo modello, queste forze regressive ricolonizzeranno la società, specialmente in Israele-Palestina.

Negli ultimi due mesi, la diffusione del Covid-19 ha apportato enormi cambiamenti nei campi della politica, economia, geografia di tutto il mondo. Le regole basilari sono cambiate, sono state varate legislazioni di emergenza, economie intere si sono lentamente fermate e il quotidiano contatto umano è stato ridotto al minimo.

Questa crisi di certo si indebolirà, ma è poco probabile che le cose torneranno come prima. Importanti cambiamenti sociali e politici stanno prendendo piede, segnando l’inizio di una nuova era che chiameremo “coronialismo”, che si noterà specialmente nel territorio Israelo-Palestinese.

Il termine coronialismo rimanda, certamente, a “colonialismo”, ma esso opera in circostanze diverse. Nel coronialismo, la relativa stabilità della vita quotidiana è minacciata da una forza esterna. Questa “invasione” trasforma la società in modi che la popolazione non si sarebbe aspettata, con cambiamenti strutturali che portano a trasformazioni sia a breve che a lungo termine. La crisi della sanità causata dal Covid-19 potrebbe essere solo la punta dell’iceberg del coronialismo, le cui conseguenze saranno prevalentemente a livello sociale, economico e politico. Il coronialismo, come il suo predecessore, tenta di conquistare il favore di quelli che sono da lui governati. Sarebbe altrimenti impossibile capire come, sotto l’influenza di quella che ancora è una malattia di media diffusione, miliardi di persone hanno accettato con poche proteste e disobbedienza i lockdown, la perdita di potere politico e una tragedia sul piano economico. La risposta a tutto questo è resa impossibile da un’atmosfera di paura, alimentata dalle valanghe di dettagli su questo argomento che lo Stato e i media ci propinano.

Il Presidente della Knesset Benny Gantz partecipa ad una cerimonia per il Memorial Day che commemora i soldati israeliani caduti e le vittime del terrorismo Jerusalem on April 21, 2020. Photo by Flash90

In Israele, non si riesce a spiegare la decisione di Benny Gantz, che si professava l’opposizione anti-Netanyahu, di tradire i suoi elettori unendosi al governo di Netanyahu e non schierarsi contro la retorica coronialista. Gantz ha infatti accettato di essere al suo fianco in un governo d’emergenza, che salverà, per il momento, Netanyahu dal suo processo per corruzione e incoraggerà il primo ministro a fare cambiamenti costituzionali per sostenere ancora di più il potere governativo.

Certamente, il modello globale del coronialismo si sta ancora formando. A breve e medio termine, il regime sta mettendo le basi per una nuova “routine dell’emergenza”, basata su diverse nuove realtà. Ad esempio, il clamoroso crollo delle forze di mercato, che ha reso chiara l’incapacità del modello capitalistico neoliberale di affrontare crisi minori, come l’aumento dei prezzi delle case o il declino dell’istruzione di qualità.

Nel mentre la globalizzazione sta rallentando, lasciando spazio allo Stato nazionale di tornare al centro della scena. In questo modo, i governi stanno ritornando alle loro vecchie abitudini di fare politiche anti-immigrazione, imponendo severi controlli alle dogane, limiti al libero movimento, invadenti metodi di sorveglianza e una centralizzazione dei poteri. In generale, la vita quotidiana sta venendo riformattata, con nuovi modelli di distanziamento sociale e una comunicazione digitale che sta cambiando la realtà per ognuno di noi.

Però, se si guarda al lungo periodo, non sono chiari i problemi con cui ci confronteremo, ed è per questo motivo che dobbiamo guardare al coronialismo come un’opportunità per lottare. Dopo tutto, le forze egemoniche sono state molto veloci a cambiare le regole del gioco in loro favore.

Politicamente, questo è consistito nel bypassare le istituzioni democratiche, nel rafforzamento di poteri esecutivi non controllati, e in nuove normative emergenziali. Dal punto di vista economico, si nota negli stimoli fiscali e monetari senza precedenti che i governi hanno dato per sostenere i mercati finanziari. E’ già chiaro che queste nuove disposizioni serviranno ad aiutare solo società ed industrie, lasciando indietro i marginalizzati che ora sono ancora più deboli e privi di assistenza sociale. Queste politiche colpiranno soprattutto i lavoratori migranti, i lavoratori a tempo determinato, i piccoli imprenditori e i nuovi disoccupati.

Lavoratori Palestinesi tornano da Israele al checkpoint in Mitar, vicino Hebron, April 23, 2020. Photo by Wisam Hashlamoun/Flash90

D’altronde, ora che decenni di politiche di “piccolo governo” ridotto e neoliberali sono state smascherate per la loro irresponsabile trascuratezza, abbiamo cominciato tutti a desiderare alternative che offrano servizi pubblici essenziali. Per servizi si intende prima di tutto l’assistenza sanitaria, poi i trasporti, le abitazioni, l’ambiente e l’istruzione. La crisi causata dal corona virus ha portato alla luce il problema della privatizzazione e distribuzione di questi servizi in base al reddito, mostrandoci quanto le società capitalistiche siano impreparate a confrontarsi con scenari catastrofici come il cambiamento climatico o una potenziale guerra mondiale.

In questa luce, la correlazione tra coronialismo e colonialismo va al di là della fonetica. La Storia ci avverte della pericolosità di forze oppressive che sfruttano le emergenze per aumentare il proprio potere e le proprie risorse. Nel territorio Israelo-Palestinese questa è già diventata una realtà, con il Ministero delle finanze e le elites del business che già spingono per “dolorosi tagli”, (in altre parole il trasferimento di risorse dal povero al ricco, dalla sfera pubblica a quella privata, e dalle minoranze alla maggioranza). Allo stesso tempo, lo Stato “importa” le severe misure usate contro i Palestinesi nell’occupazione della Cisgiordania per governare i cittadini ebrei nello stato d’Israele.

Nel frattempo, il blocco israeliano di estrema destra e a favore dell’apartheid che ha governato le politiche di Israele per gli ultimi cinque anni, spera di poter utilizzare il nuovo governo di emergenza come uno strumento per annettere gran parte dei territori della Cisgiordania. Queste misure faranno diventare ufficialmente Israele uno stato governato secondo la discriminazione razziale, che disprezza i diritti palestinesi e le leggi internazionali. Così il coronialismo e il colonialismo si fondono, creando un pericoloso cambio di direzione sia per gli Israeliani che per i Palestinesi.

Le forze democratiche devono capire che il prossimo periodo sarà una lunga ed amara lotta per la formazione del modello coroniale. Dobbiamo essere consapevoli sia dei pericoli che delle potenzialità di un cambiamento positivo in questo tempo difficile. Dobbiamo imparare dal fallimento di campagne passate, come la seconda Intifada e le proteste del 2011, che non sono riuscite a creare un movimento di progresso positivo per Israele-Palestina. Dobbiamo lavorare insieme per unire gli interessi di tanti settori e gruppi che possano riunirsi contro la discriminazione razziale e la privatizzazione, in nome dell’uguaglianza, dell’accessibilità e della democrazia.

Il lungo cammino per formare queste alleanze deve partire da un partenariato tra ebrei ed arabi in Israele, e con i Palestinesi in tutti i territori occupati, ricordando che tutti viviamo sotto lo stesso regime, sia direttamente che indirettamente. Questo legame mostrerà il vero obiettivo del governo in carica, ovvero l’eliminazione dei diritti civili e politici di milioni di cittadini e l’istituzione di un governo di apartheid non ufficiale con la scusa dell’emergenza.

Dobbiamo trovare nuovi spazi – nei villaggi e nelle città, dall’ una e dall’altra parte della Linea Verde – dove possiamo lavorare insieme per creare una società giusta. Una società basata su tali principi sarà molto più resiliente e preparata alle prossime crisi sanitarie, ambientali, politiche ed economiche, che saranno inevitabili nel periodo post- coronialista porterà.

Prof. Oren Yiftachel insegna geografia politica e urbanistica presso la Ben-Gurion University. E’ un attivista sociale e cofondatore del movimento per la pace Due Stati, una Patria.

traduzione di Caterina Pellegrino da https://www.972mag.com/welcome-to-the-era-of-coronialism/

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