Poche cose mi stupiscono ancora da quando nel settembre del 2016 ho iniziato ad insegnare a Gerusalemme est. Ogni giorno, poco prima dell’inizio della lezione, il mio telefono inevitabilmente viene inondato da messaggi: “Arriverò in ritardo, ho dimenticato la carta d’identità e i soldati mi hanno rimandata a casa”, “Miss,
