di Romana Rubeo 23 dicembre 2025

Mentre i cristiani di Gaza si rifugiano all’interno delle mura delle chiese a causa dei continui attacchi israeliani, i palestinesi celebrano il Natale non come una festa, ma come un atto di resistenza.
Nella Striscia di Gaza il Natale non arriva con campane o processioni, ma con la reclusione, il freddo e il basso mormorio dell’incertezza.
All’interno della chiesa della Sacra Famiglia, più di 400 palestinesi sfollati, molti dei quali sono famiglie che hanno perso tutto, stanno festeggiando un altro Natale al riparo tra le mura della chiesa, circondati da distruzione e scarsità.
Come riportato dal quotidiano spagnolo El País, non ci sono giocattoli per i bambini, non ci sono pasti festivi e non c’è alcun senso di sicurezza; si possono ancora udire delle esplosioni nei pressi del complesso parrocchiale.
Gaza: Natale sotto assedio
La comunità cristiana di Gaza sta vivendo il Natale in un clima di grave carenza di elettricità, acqua pulita, medicinali e indumenti invernali.
Secondo Aiuto alla Chiesa che Soffre, padre Gabriel Romanelli della parrocchia della Sacra Famiglia ha descritto la vita quotidiana come una lotta per la sopravvivenza, con le famiglie che aspettano per ore l’acqua limitata e che fanno affidamento sul complesso della chiesa sia come rifugio che come ancora di salvezza.
La parrocchia continua a ospitare preghiere e messe quotidiane, non come celebrazione, ma come mezzo per preservare la coesione comunitaria in mezzo alla devastazione.
I reportage dall’interno di Gaza sottolineano come anche le espressioni più modeste del Natale siano diventate tese. El País ha documentato famiglie confinate per mesi, che condividono coperte e scarse provviste, mentre i bambini – molti dei quali non conoscono altro che la guerra da anni – trascorrono le festività senza regali né giochi.
Nel frattempo, Israele continua a colpire diverse zone della Striscia, a dimostrazione del fatto che le dichiarazioni di cessate il fuoco non si sono tradotte in una reale sicurezza.
Romanelli ha descritto la missione della chiesa come quella di mantenere viva una “piccola fiamma” – spiritualmente e materialmente – avvertendo al contempo che la crisi umanitaria continua ad aggravarsi con l’avanzare dell’inverno.
Questo messaggio è stato ripreso durante la visita natalizia di Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, il 19 dicembre.
Celebrando la messa nella chiesa della Sacra Famiglia qualche giorno prima di Natale, Pizzaballa ha incontrato le famiglie sfollate e si è unito ai bambini in modeste attività organizzate all’interno del complesso.
“Insieme ricostruiremo tutto”, ha detto alla congregazione, secondo quanto riportato dal Patriarcato latino.
Il ritorno in sordina di Betlemme
Mentre Gaza rimane intrappolata nell’emergenza, il Natale è riemerso con cautela a Betlemme, dove l’accensione dell’albero di Natale in Piazza della Mangiatoia e le funzioni religiose nella Chiesa della Natività sono riprese dopo anni di interruzione. Eppure i leader religiosi hanno deliberatamente definito le celebrazioni come sobrie e riflessive.
Il turismo, un tempo fonte di sostentamento economico per Betlemme, è ripreso solo parzialmente e le restrizioni alla circolazione nella Cisgiordania occupata continuano a condizionare la vita quotidiana.
Il clero e le autorità locali hanno sottolineato che le festività pubbliche non possono oscurare la catastrofe in corso a Gaza, un sentimento che si riflette nella riduzione degli eventi e negli appelli alla solidarietà piuttosto che allo spettacolo.
Per i cristiani palestinesi, già diminuiti di numero dopo decenni di occupazione e sfollamento israeliani, questa stagione ha rafforzato una verità radicata. La loro fede, la loro storia e il loro futuro sono inscindibili dalla più ampia condizione palestinese.
(The Palestine Chronicle)
– Romana Rubeo è una scrittrice italiana e caporedattrice di The Palestine Chronicle. I suoi articoli sono apparsi su numerosi quotidiani online e riviste accademiche. Ha conseguito una laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere ed è specializzata in traduzione audiovisiva e giornalistica.
traduzione a cura della redazione

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