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I bambini sono bambini, che siano in Israele o a Gaza. Non meritano mai di morire

di Gideon Levy, da Haaretz, 12.11.2023

Nella realtà fascista che attualmente dilaga in Israele, perfino una dichiarazione del genere è considerata tradimento e espressione di odio nei confronti di Israele. Come osate paragonare?

Una foto di Ohad Zwigenberg dell’Associated Press sulla copertina di Haaretz valeva migliaia di parole. Mostrava un soldato dell’IDF in una stanza per bambini a Gaza, il suo piede poggiato su un letto. La pareti rosa della stanza, pensate per creare un’atmosfera di calma, non riuscivano a nascondere l’orrore: la stanza era un macello, strappata e lacera, con una bambola senza capelli abbandonata sul letto, a ricordare a chi guarda che questa era la stanza di una bambina e che non sarà tale mai più. I suoi abitanti sono fuggiti per salvarsi la vita o sono stati uccisi o entrambe le cose.

La stanza di Gaza aveva esattamente lo stesso aspetto delle stanze di bambini distrutte che ho visto nel Kibbutz Be’eri la mattina dopo il massacro. Non si può evitare di pensare al destino dei piccoli abitanti, sia lì sia qui. Se i bambini di Be’eri sono sopravvissuti, loro possono almeno sperare in un futuro migliore. Se sono sopravvissuti i bambini di Gaza, non hanno di fronte alcuna speranza.

I bambini sono bambini, bisogna ribadire e non si può che essere ugualmente inorriditi per ciò che gli è capitato, sia lì sia qui. Nella realtà fascista che ora dilaga in Israele, perfino questa dichiarazione è considerata tradimento, sovversiva e un’espressione di odio nei confronti di Israele. Come osate paragonare?

Sabato a mezzogiorno, il Viceministro della Sanità di Hamas, Yousuf Abu al-Arish, parlando dell’ospedale Al-Shifa a Gaza, ha annunciato che 39 neonati prematuri rischiano l’imminente morte per soffocamento dopo che i generatori si sono spenti interrompendo il flusso di ossigeno verso le loro incubatrici. Al-Arish ha esclamato: “Questo è il momento rispetto al quale avevamo messo i guardia.” All’esterno c’era già una pila di 100 corpi che non erano stati identificati, coperti da sudari bianchi. Non era stato possibile seppellirli perché l’ospedale era sotto assedio, circondato da carri armati su ogni lato. I feriti e i malati, così come i morti, non potevano più essere tirati fuori dall’inferno.

Poco dopo, il Prof. Mads Gilbert, un medico norvegese che ha fatto il volontario nell’ospedale in tutte le guerre precedenti, che ora però è rimasto bloccato al Cairo, ha affermato che cecchini israeliani si erano dispiegati intorno all’ospedale e gli stavano sparando contro. Un’infermiera e un neonato prematuro erano stati uccisi.

Fotografie dell’ospedale Al-Shifa prima che fosse isolato, mostravano dozzine di persone ferite e sanguinanti stese sul pavimento e un padre urlante che correva verso il suo bimbo morto, anch’esso sul pavimento. L’inferno è lì. Il Dr. Tanya Haj-Hassan, un dottore di Medici Senza Frontiere, ha detto di non avere più parole.

Venerdì sera erano 4,506 i bambini morti. Quarantamila unità abitative erano state totalmente distrutte. Mezza Gaza è in macerie. L’ospedale pediatrico Rantisi è sotto assedio, nessuno può entrare o uscire. Anche l’ospedale pediatrico di Al-Nasr ha smesso di funzionare e tutti i bambini malati o feriti che si trovavano lì sono stati evacuati, Dio sa dove. La scuola Al-Buraq è stata bombardata venerdì sera e almeno 50 persone che vi avevano trovato rifugio sono state uccise. L’IDF ha riferito che tra i morti c’era un comandate di compagnia di Hamas che aveva impedito ai Gazawi di muoversi verso sud. Bingo.

Non si può restare equanimi di fronte a queste scene. Perfino dopo le visite ai kibbutzim e alle città del sud il giorno dopo il massacro, perfino dopo essere stati esposti a tutti gli orrori che vi hanno avuto luogo. Perfino dopo tutte le storie dei sopravvissuti e dei morti, e perfino dopo aver guardato il filmato rilasciato dal portavoce dell’IDF. Non si può sfuggire al fatto di restare inorriditi da quello che sta succedendo ora a Gaza, perfino sapendo cosa si trova sotto quegli ospedali.

Non meno orribile è riconoscere che ora bisogna schierarsi: o sei scioccato dalle atrocità commesse da Hamas, o dalle atrocità commesse dall’IDF. Decidi. Scegli una parte. Quali bambini morti ti shockano di più? Quali genitori in lutto ti turbano di più? Non riesci a vedere la differenza tra Hamas che venuto qui per massacrare, e un esercito che è arrivato per salvare ostaggi e cancellare Hamas? Io posso in effetti, ma i bambini macellati e i loro genitori non meno macellati, nutrono poco interesse per le intenzioni dei loro assassini.

Da entrambe le parti, non meritavano di morire. La loro uccisione è ugualmente shockante, e non c’è ragione al mondo per doversi scusare per il fatto di prendere questa posizione.

Traduzione a cura di Sveva Haertter

PalestinaCeL

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