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Estendere la narrativa Palestinese: parla Hanan Ashrawi

da This week in Palestine

Hanan Ashrawi è senza dubbio la donna palestinese più famosa della sua generazione. Per decenni è stata la voce instancabile ed eloquente della Palestina in tutto il mondo, sostenendo la libertà delle persone e istruendo politici, decisori e cittadini comuni sulla causa palestinese. Assolutamente femminista e progressista dichiarata, Hanan ha costantemente riaffermato la capacità stimolante del popolo palestinese di svilupparsi nonostante le difficoltà. Promuove la ricerca di un terreno comune e la costruzione di ponti con altri movimenti sociali in tutto il mondo basati sul rispetto e la parità reciproci. “La nostra lotta non deve ridursi a chiedere simpatia o a dimostrare che meritiamo la libertà. Dobbiamo stare in piedi e costruire partnership alla pari “, afferma.

Il popolo palestinese ha vissuto di sumud per un secolo, rifiutando la propria
disumanizzazione e cancellazione, proteggendo la propria identità e narrativa,
lottando per la libertà dall’impresa coloniale di Israele e nello stresso tempo prosperando e
contribuendo all’umanità in tutti i campi. Sumud, spiega, comprende il sostegno a
una società civile vibrante, attiva, diversificata, con principi che fa sentire le voci di
cittadini, non lascia indietro nessuno e garantisce che i diritti delle donne non siano
soppressi o messi da parte”.
Il contributo di Hanan alla Palestina va oltre la lotta per porre fine all’occupazione coloniale israeliana. Nella sua lunga e ricca carriera accademica, politica
avvocata, leader della società civile, parlamentare ed eletta nel comitato esecutivo OLP
è stata anche una strenua sostenitrice delle donne, dei diritti, libertà civili, libertà, buon governo e trasparenza. E’ accreditata per la creazione di molte importanti organizzazioni della società civile, tra cui la Commissione Indipendente per i diritti umani, e la trasparenza
l’ Iniziativa palestinese per la Promozione del Dialogo globale e la democrazia (MIFTAH).

Proteggere e far progredire i diritti delle donne sono parte integrante della capacità del popolo palestinese di perseverare e raggiungere la libertà, Hanan afferma. In una recente intervista
pubblicata sul sito della Fondazione Heinrich Böll diceva :” Non puòi negare l’autodeterminazione,
giustizia e uguaglianza alle donne nella tua società e affermare che
stai combattendo nel loro insieme contro l’occupazione”. Lei ha ha dedicato la sua carriera a far avanzare i diritti delle donne in Palestina e in tutto il mondo, sostenendo la adozione della risoluzione 1325 delle Nazioni Unite, e spingendo il governo palestinese aderire alla Convenzione sul l’eliminazione di tutte le forme di Discriminazione contro le donne
(CEDAW), tra gli altri.

Nel dicembre 2020, Hanan si è dimessa dalla sua posizione di membro
dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Comitato Esecutivo, per fare posto
alle donne più giovani. Anche lei ha reiterato il suo appello per le elezioni
e il rinnovamento delle istituzioni Palestinesi. Mentre le sue dimissioni hanno causato un tumulto politico, società civile e attiviste per i diritti delle donne non erano sorpresi che Hanan stesse
praticando ciò che predica: la necessità di un sistema politico democratico responsabile, trasparente, inclusivo. Le dimissioni dal suo incarico politico hanno liberata Hanan per quello che lei ama di più: costruire una robusta società civile. “Riesco a malapena a mantenerecontatti con loro!” lei esclama quando descrive le richieste che riceve da tutto il mondo.
Sottolinea che non ha bisogno di un titolo per continuare a servire le
persone, spiegando: “Ora sono libera di concentrarmi sull’empowerment dei giovani e delle donne ancora di più, e per aiutarle diventare le leader che possono essere.
Questo è il modo per garantire che la nostra la lotta e il nostro sumud rimangono vibranti
ed efficaci.”
“La nostra complessa realtà e lotta ispira le persone di tutto il mondo.
Dobbiamo essere orgogliosi di chi siamo e ciò che rappresentiamo”, afferma Hanan.
Lei crede che il sumud palestinese si rafforzi lavorando su tutti i fronti:
nazionale, arabo e internazionale allo stesso tempo, affermando:
“Non dobbiamo perdere di vista l’ intersezionalità della nostra causa e la
dimensione internazionale del nostro appello per la libertà.”

Traduzione a cura di Alessandra Mecozzi

PalestinaCeL

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