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Che cosa significa per Israele, per le sue Forze Armate (IDF) e per i Palestinesi la decisione dell’International Criminal Court?

di Judy Maltz e Netael Bandel da Haaretz 6 marzo 2021

A Palestinian woman walks among the rubble of a Gaza neighborhood, in 2014.
Una donna palestinese cammina tra le macerie di un quartiere di Gaza 2014.Credit: Khalil Hamra,AP

L’accusa indagherebbe sia Israele che Hamas per la loro condotta nella Guerra del 2014, per la risposta israeliana alle proteste palestinesi lungo il confine iniziate nel 2018, e per l’insediamento di civili israeliani in Cisgiordania.

La decisione che la Corte Penale Internazionale (CPI) abbia giurisdizione sui crimini in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme est apre la strada a un’inchiesta per accuse di crimini di guerra da parte di Israele e di Hamas in quelle aree.

La camera preliminare, in una sentenza 2 a 1 ha in tal modo accettato la posizione della Procuratrice Capo Fatou Bensouda, che aveva chiesto di pronunciarsi su questo tema dopo aver concluso che vi erano motivi per una simile indagine.

La decisione, pubblicata venerdì, solleva molte domande.

ICC Chief Prosecutor Fatou Bensouda during the trial of Malian Islamist militant Al-Hassan Ag Abdoul Aziz Ag Mohamed Ag Mahmoud, The Hague, Netherlands, July 8, 2019.
La procuratrice Fathou Bensouda durante un processo all’Aia luglio 2019 Credit Eva Pleier Reuters

Quali presunti crimini di Guerra sono in questione?

In un parere pubblicato alla fine del 2019 Bensouda ha trattato 3 tipi di crimini di guerra: quelli commessi sia da Israele che da Hamas durante la guerra dell’estate del 2014; quelli commessi da Israele durante le manifestazioni di massa palestinesi cominciate nel marzo 2018 al confine fra Gaza e Israele; e quelli commessi da Israele per gli insediamenti dei civili israeliani nei territori occupati.

Che cosa ci si aspetta che accada adesso?

Bensouda dovrebbe annunciare la sua intenzione di avviare l’indagine e non ha una data di scadenza per farlo ma c’è da notare che il suo incarico di Procuratrice Capo scade a giugno.

-La CPI approva l’indagine sui possibili crimini di guerra di Israele e di Hamas nei territori palestinesi

-Gli Stati Uniti contestano l’accusa “si oppongono a azioni che colpiscono ingiustamente Israele”

-Israele redige una lista segreta di centinaia di ufficiali che potrebbero sostenere un processo in una corte internazionale

Se e quando farà questo annuncio, Israele avrà 30 giorni di tempo per informarla che intende condurre una propria indagine su ognuno dei suoi cittadini responsabili di aver pianificato o eseguito crimini riconosciuti dal trattato fondativo della CPI – crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Ma anche se Israele annuncia tale intenzione, questa dovrà essere approvata dal Procuratore Capo e dalla CPI.

Nick Kaufman che al momento ha la funzione di avvocato difensore nella CPI e che in precedenza invece lavorava nella stessa struttura come pubblico ministero, sosteneva che si doveva fare una distinzione fra crimini potenziali relativi alle operazioni di Israele nella Striscia di Gaza e quelli relativi all’impresa israeliana degli insediamenti .

“Diversamente che con le indagini sull’uso sproporzionato della forza dei militari, le forze dell’ordine avrebbero problemi ad indagare i presunti crimini delle imprese degli insediamenti, che sono state considerate parte della politica del governo israeliano per generazioni” dice Kaufman, che è anche un ex avvocato del distretto di Gerusalemme e ha fatto da consulente per altri governi in situazioni simili.

Ci si aspetta che la CPI annunci il rimpiazzo di Bensouda nei prossimi giorni. Kaufman dice che questo potrebbe indurla a non fare nulla in risposta alla decisione della Camera Preliminare perchè in tal modo, “bloccherebbe il nuovo procuratore”

Cosa succede se invece Bensouda decide di avviare una indagine?

All’inizio verranno accettate le testimonianze dalle vittime dei presunti crimini. Presumibilmente Israele rifiuterà il visto di ingresso ai funzionari della CPI, così che le testimonianze verranno prese in Olanda all’Aia, sede della Corte o in un altro paese. Poi, il Pubblico Ministero potrebbe tentare di ottenere testimonianze di persone che sono stati militari israeliani e membri di organizzazioni come “Breaking the Silence”che potrebbero testimoniare sulle regole di ingaggio dell’esercito e su come vengono implementate. Verranno ascoltate anche testimonianze di organizzazioni per i diritti umani e di esperti.

Palestinian protesters carry a wounded man shot by Israeli troops during a protest near the Gaza Strip border with Israel, March 31, 2018.
manifestanti palestinesi con un ferito dagli spari israeliani vicino al border di Gaza marzo 2018 – Credit Khalil Hamra AP

“La parte più difficile dell’indagine per l’accusa – ha detto Kaufman, è quella di ottenere prove “che colleghino coloro che prendono le decisioni con quelli che presumibilmente hanno commesso i crimini” Se si trovano queste prove e i sospettati vengono identificati, il Pubblico Ministero potrebbe emettere un mandato d’arresto. Ma Kaufman ha aggiunto che, semmai dovesse essere emesso il mandato d’arresto, potrebbero comunque passare molti anni prima che ciò avvenga.

I mandati d’arresto vengono in genere emessi in segreto e viene richiesto ai paesi membri dell’ICC di eseguirli.

Chi sono gli israeliani che potrebbero trovarsi nel mirino della Corte?

I bersagli sarebbero principalmente coloro che nel governo prendono le decisioni e gli ufficiali dell’esercito. Ma -dice Kaufman- che in genere, i soldati di basso grado, non hanno nulla da temere. L’establishment della difesa ha già fatto una lista di alcune centinaia di ufficiali israeliani senior che potrebbero eventualmente essere coinvolti in una indagine di questo tipo .

Quali sarebbero le controargomentazioni di Israele?

Secondo un memorandum preparato dal procuratore generale Avichai Mendelblit prima della sentenza, la CPI non ha giurisdizione sull’argomento, perché solo gli stati sovrani possono concedere questa giurisdizione. Secondo lui l’Autorità Palestinese (AP) non ha la condizione di stato data dalla legge internazionale.

Israelis run towards a bomb shelter near Gaza, in 2014.
Israeliani corrono nei rifugi vicino Gaza marzo 2014 Credit Baz Ratner/Reuters

Avichai Mendelblit ha anche spiegato che le relazioni fra Israele e l’AP sono governate da accordi diplomatici e che in questi accordi ambedue concordano che le dispute sui territori vanno risolte attraverso negoziazioni. I palestinesi invece cercano di aggirare questi accordi rivolgendosi alla CPI.

Può Israele far appello contro la decisione della Corte?

I funzionari del governo hanno detto che siccome Israele si è rifiutato di prendere parte alle procedure non può fare appello contro i risultati

L’AP si sta rallegrando di questa decisione?

L’AP è la parte che ha chiesto alla Corte di indagare sui crimini di guerra israeliani. Ma siccome la decisione riguarda l’indagine di tutti crimini commessi durante l’Operazione Margine Protettivo del 2014, si applica anche ad Hamas. Kaufman ha aggiunto che sarebbe più facile per il tribunale avviare una indagine contro i palestinesi.

“il caso più semplice da un punto di vista dell’evidenza sarebbe quello dei razzi Qassam lanciati da Gaza”, ha detto. Hamas non indagherà se stesso su questo argomento, e nessuno riconoscerebbe un tribunale di Hamas come un tribunale indipendente per un proposito del genere. Al contrario, Israele può annunciare che alla luce dei sospetti che sono stati sollevati, ha preso in considerazione di rinnovare la propria indagine.

The Mitzpeh Kramim outpost.
L’avamposto Mitzeh Kramim 2020 agosto – Credit Emil Salman

La decisione significa che l’ICC riconosce la Palestina come stato sovrano?

No. La Palestina viene definita come uno stato membro della CPI che può garantire la competenza giurisdizionale per indagare i crimini sul proprio territorio, ma la sentenza non significa che il tribunale riconosca che la Palestina è uno stato secondo la legge internazionale.

“Pronunciandosi sull’ambito territoriale della sua giurisdizione, la Corte non sta né giudicando una disputa sul confine secondo la legge internazionale nè pregiudicando la questione di futuri confini” ha scritto il giudice, aggiungendo che la loro decisione è “senza pregiudizi di alcun tipo di legge internazionale che possa insorgere dagli eventi nella situazione della Palestina che non rientri all’interno della giurisdizione della Corte”

Traduzione a cura di Sancia Gaetani

PalestinaCeL

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